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giovedì 11 giugno 2020

Ritorno al futuro anteriore.

Io nella vita ho sempre pensato di essere una persona sveglia, con un certo sesto senso per le vere intenzioni della gente. Non sempre sono stata capace di reagire in maniera opportuna, o quantomeno furba per poter sfruttare questo superpotere però, non credo di averne mai accettato completamente la responsabilità. Mi faccio troppi scrupoli e metto sempre in dubbio le mie capacità deduttive, salvo poi scoprire ogni volta che avevo ragione io.
Una Poirot senza mustacchi, una Angela Lansbury senza l'aura di morte, una Cassandra che non si da retta neanche da sola.
C'è una cosa però che non ero mai riuscita ad intuire in 33 anni, un arcano di cui tutti gli indizi erano lì, in bella vista. Un mistero che coinvolge la mia famiglia e che forse nessuno prima di me era stato in grado di decifrare.
Ma ora è chiaro: mia madre è una mutante.

Dopo un "Gasp!" e qualche secondo passato ad immaginarvi mia madre, ognuno secondo l'immaginario X-Men di sua scelta, forse è il caso di essere più specifici. Non sto parlando di quelli che cambiano colore, che volano o che comandano il tempo meteorologico.
Mia madre è chiaramente un Precog.
Avete presente Minority Report? Ecco, non sto dicendo che lei sia stata geneticamente modificata per prevedere i crimini commessi nel futuro prossimo, anche perché altrimenti da adolescente mi avrebbe continuamente sgamata ogni volta che facevo qualcosa di stupido o illegale (o entrambi).
No, io credo che mia madre sia costantemente sintonizzata su una linea spaziotemporale 2 minuti più avanti rispetto alla nostra.
Il "micro-futuro".
Oggi per esempio, poco dopo pranzo, è suonato il citofono di casa. Mentre stavo per rispondere mia madre mi ha chiesto "Cosa ti è arrivato?" Certo, è un periodo in cui siamo abituati a fare ordini online e la cosa non mi ha destato troppi sospetti. Scarto il pacco ( contenente un ripetitore per il wifi) e appena salgo il primo gradino per andare ad installarlo... "Funziona?"
Salgo, sto infilando la presa "Ora posso connettermi?"
Ecco che in quell'istante riaffiorano alla mente tutti quei momenti in cui il mutante ha rischiato di tradire la sua vera natura: tutte le volte che mentre versavo il caffè appena uscito dalla moka mi ha chiesto se non mi si stesse raffreddando, tutte le volte che mentre mi accingevo ad uscire di casa mi ha chiesto se non mi facesse freddo fuori, il fatto che riesca a indovinare TUTTE LE SERE la parola della ghigliottina de "L'eredità".

Ora che i miei occhi sono spalancati sull'abisso della verità mi chiedo come abbia fatto a non accorgermene tutto questo tempo.
E mi chiedo anche quali siano i numeri vincenti del Superenalotto.
Ma questo per questo ed altri misteri dovremo attendere, almeno un altro paio di minuti.

lunedì 8 giugno 2020

Il Girone dei Disordinati

Dopo aver cercato le chiavi nelle tasche, nella borsa, e poi di nuovo nelle tasche per quelli che vi sono sembrati circa 4 anni e mezzo,  aprite una porta a vetri opachi. 
Vi  trovate in una stanza bianca, piena di scaffali bianchi, a loro volta pieni di tutto quello che avete acquistato e dimenticato sul fondo dell'armadio o nel retro dei cassetti, di tutto ciò che non avete messo a posto perché "trovo meglio le cose quando è tutto in bella vista", ma che una volta appoggiato sulla catasta di miscellanea del comodino è stato fagocitato dal void
Tutto è catalogato in ordine alfabetico ma le scaffalature divise per lettera si estendono verso l'alto all'infinito, dandovi accesso solo alle cose all'inizio delle liste: 
abachi, abbaini e abbonamenti a National Geographic ancora incellofanati, 
babbucce, 
cavetti del caricabatterie del cellulare, tutti non funzionanti o con l'attacco troppo grande o troppo piccolo, 
dadi da D&D spaiati, 
ebook, 
Fabrizi, 
gazzose al limone,
hashtag, 
ibischi, 
labelli alla ciliegia, 
macinacaffè, 
nacchere souvenir del viaggio di nozze di zia Pina,
obelischi, 
pacchetti, 
Qui Gon Gin, 
rabarbari, 
sacchetti,
tabacco, 
uccelliere, 
vaccini saltati e
zainetti Invicta delle elementari.
Un demone vestito da vostra madre vi chiede di mostrarle il portasaponetta della Pimpa che vi aveva regalato quando vi siete trasferiti la prima volta 13 anni fa e voi realizzate che dovreste arrampicarvi per 35 metri circa su una scala a pioli retta dal Demone delle Vertigini e dal Demone degli Scherzoni, desistete.
"Ecco, le cose che ti regalo io non sai mai dove le hai fatte finire eh, invece tutti i diari delle medie con le barzellette sul fantasma formaggino sono sempre lì  dal 1998,  non te le meriti le cose belle, se ti piace vivere nell'immondizia. Ah ma io non ci metto più mano eh, io mi rifiuto eh..." grida il demone vestito da vostra madre, con un megafono, direttamente nel vostro padiglione auricolare mentre tentate di salire i primi pioli per andare a recuperare l'artefatto.
Il vostro supplizio non è completo, al quarto piolo, mentre i due demoni reggitori fanno basculare la scala, venite investiti da una pioggia fitta e dolorosissima. Alzate gli occhi, non sono gocce d'acqua. E' una pioggia di forcine per capelli, tutte quelle che avete perso momenti dopo averle ricomprate, quelle che avete lasciato a casa dei vostri amici, parenti, amanti, quelle che avete lasciato nei capelli andando a dormire e mai ritrovate la mattina dopo, tutte quelle che hanno intasato il filtro della vostra lavatrice. 
Tutte, in aeternum.