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lunedì 8 giugno 2020

Il Girone dei Disordinati

Dopo aver cercato le chiavi nelle tasche, nella borsa, e poi di nuovo nelle tasche per quelli che vi sono sembrati circa 4 anni e mezzo,  aprite una porta a vetri opachi. 
Vi  trovate in una stanza bianca, piena di scaffali bianchi, a loro volta pieni di tutto quello che avete acquistato e dimenticato sul fondo dell'armadio o nel retro dei cassetti, di tutto ciò che non avete messo a posto perché "trovo meglio le cose quando è tutto in bella vista", ma che una volta appoggiato sulla catasta di miscellanea del comodino è stato fagocitato dal void
Tutto è catalogato in ordine alfabetico ma le scaffalature divise per lettera si estendono verso l'alto all'infinito, dandovi accesso solo alle cose all'inizio delle liste: 
abachi, abbaini e abbonamenti a National Geographic ancora incellofanati, 
babbucce, 
cavetti del caricabatterie del cellulare, tutti non funzionanti o con l'attacco troppo grande o troppo piccolo, 
dadi da D&D spaiati, 
ebook, 
Fabrizi, 
gazzose al limone,
hashtag, 
ibischi, 
labelli alla ciliegia, 
macinacaffè, 
nacchere souvenir del viaggio di nozze di zia Pina,
obelischi, 
pacchetti, 
Qui Gon Gin, 
rabarbari, 
sacchetti,
tabacco, 
uccelliere, 
vaccini saltati e
zainetti Invicta delle elementari.
Un demone vestito da vostra madre vi chiede di mostrarle il portasaponetta della Pimpa che vi aveva regalato quando vi siete trasferiti la prima volta 13 anni fa e voi realizzate che dovreste arrampicarvi per 35 metri circa su una scala a pioli retta dal Demone delle Vertigini e dal Demone degli Scherzoni, desistete.
"Ecco, le cose che ti regalo io non sai mai dove le hai fatte finire eh, invece tutti i diari delle medie con le barzellette sul fantasma formaggino sono sempre lì  dal 1998,  non te le meriti le cose belle, se ti piace vivere nell'immondizia. Ah ma io non ci metto più mano eh, io mi rifiuto eh..." grida il demone vestito da vostra madre, con un megafono, direttamente nel vostro padiglione auricolare mentre tentate di salire i primi pioli per andare a recuperare l'artefatto.
Il vostro supplizio non è completo, al quarto piolo, mentre i due demoni reggitori fanno basculare la scala, venite investiti da una pioggia fitta e dolorosissima. Alzate gli occhi, non sono gocce d'acqua. E' una pioggia di forcine per capelli, tutte quelle che avete perso momenti dopo averle ricomprate, quelle che avete lasciato a casa dei vostri amici, parenti, amanti, quelle che avete lasciato nei capelli andando a dormire e mai ritrovate la mattina dopo, tutte quelle che hanno intasato il filtro della vostra lavatrice. 
Tutte, in aeternum.

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